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    22 November

    La leggenda dei girasoli

    I botanici ci insegnano che questi giganti bonari sono giunti a noi dall'Ovest degli Stati Uniti d'America, ma una vecchia storia racconta di come, molti secoli fa, i girasoli illuminassero col loro colore dorato anche i prati delle terre d'Europa. Essi crescevano allora in gran numero specie in Italia, paese del sole.
    In quei tempi, dopo che il fatidico anno 1000 era passato senza che il mondo andasse distrutto, i popoli della grande pianura padana avevano trovato finalmente un poco di pace, sia pur nell'avvilimento del servaggio.
    Dunque, in uno di questi villaggi viveva una giovinetta che si chiamava Bella, e faceva onore al suo nome, poiché possedeva la bellezza di una mattina d'estate, ma anche la natura mutevole e pericolosa del fuoco; i suoi occhi luminosi non erano mai rivolti umilmente verso la terra: perché Bella era della razza dei servi, ma aveva nel cuore la fierezza dei padroni.
    Quando giunse anche per lei il tempo dell'amore, venne dai parenti promessa in isposa al contadino di un villaggio vicino. Anche per il giovane era tempo di nozze, e così acconsentì di buon grado, rassegnato anche ad accettare, se non si fosse riusciti ad eluderla, la barbara usanza dei padroni. Contrastarla apertamente, del resto, era impossibile: significava condannarsi a morte.
    Alla festa del fidanzamento, quando i due si incontrarono per la prima volta, gli occhi di lui caddero finalmente sulla giovane promessa sposa ed in petto prese ad ardergli una fiamma finora sconosciuta. Bella vide quella fiamma negli occhi dell'uomo che gli era stato promesso e scambiò quell'ardore per lo stesso orgoglio che animava lei, pronta alla morte, ma non al disonore.
    Giunse infine il giorno delle nozze, che si sperava restassero segrete. Ma troppo bella era la sposa, troppa invidia avevano suscitato lei con la sua bellezza e lui per essere stato il prescelto. E notizia di ciò giunse anche al loro Signore, ed il Signore arrivò non invitato alle nozze, curioso di vedere se era il caso di esigere ciò che la legge gli riconosceva come diritto.
    Pronta a tutto, Bella levò gli occhi fieri verso quell'uomo che pretendeva di possederla e qualcosa, negli occhi chiari di lui, spalancati a leggerle sul viso quella sua bellezza di fuoco, per un attimo le fece sognare un mondo diverso, credere che esistessero anche per lei diverse possibilità...... Affascinato, il Signore si immobilizzò, tentato di rispettare quell'intatta bellezza. Per un attimo, persino il tempo parve arrestarsi, e le foglie degli alberi cessarono di stormire, e si quietò il cinguettio degli uccelli e tacquero gli abitanti del villaggio, stupiti, in attesa.
    Ancora esitante, il Padrone volse intorno lo sguardo, e vide accanto a Bella, lo sposo che le era destinato, il contadino col capo chino, pronto alla rinuncia e al disonore. "Per essere di costui, puoi anche esserlo dopo che ti avrò preso" sogghignò, dimentico di quel suo breve istinto di nobiltà e trascinò con sé Bella in un vicino campo di girasoli per farla sua. 
    La fanciulla però riuscì ad impadronirsi del pugnale che l'uomo portava sempre con sé, e rapida come una lingua di fiamma lo diresse verso colui che voleva disonorarla. 
    Ucciderlo, e poi uccidersi, e andarsene per sempre, ma intatta. Questo Bella aveva nel cuore. 
    Eppure....quegli occhi chiari che per un interminabile momento l'avevano guardata come una donna, quella ardente, spavalda giovinezza di lui cui tanto prometteva la vita....lei invece, lei era comunque condannata: ad essere di quell'uomo, e poi di quell'altro, che ancora immobile, a capo chino, aspettava.
    Così Bella, in un istante, decise, e deviò il corso della lama, e rapida se la conficcò nel cuore.
    Bella cadde tra i grandi fiori, che si piegarono su di lei, nascondendola. Il Signore, sconvolto, spronò il suo cavallo, lontano da quel luogo di morte.
    Si racconta che, ossessionato dai fieri occhi di lei, e dalla generosità che gli aveva risparmiato la vita, cominciasse a vagare per le sue terre, ovunque ordinando che venissero abbattuti i girasoli, sicché neppure un campo restasse a ricordargli l'episodio di cui ormai si vergognava. Si dice che egli vagasse per tutta la vita che gli rimase da vivere, spingendosi sempre più lontano, sempre distruggendo i grandi fiori che incontrava al suo passaggio. 
    Fu così che i grandi fiori del sole scomparvero dalle terre d'Europa, per ritornarvi poi provenendo dagli Stati Uniti d'America.
    In luglio, la strada statale che da Parma conduce a Mantova, è un'unica, solare, bellissima distesa di questi fiori inondati di luce, a motivo di quella storia lontana condannati a piegare il capo nella direzione del sole, a ricordo della viltà degli abitanti del villaggio.
    Sempre, però, tra la gran massa, per lo meno una coppia di girasoli si erge diritta nei campi, ed entrambi levano il capo superbo verso il cielo, a ricordo della triste storia di Bella e del Signore che non ebbe il coraggio di amarla.
    19 November

    Quante volte

     
     
    Quante volte mi sento inutile,
    quante volte mi immergo
    in un mare di lacrime
    e non voglio tornare più su…
    Quante volte vorrei
    lanciarmi da un ponte
    e morire tra quelle acque
    a me tanto care…
    Quante volte penso a tutti quegli amori
    buttati al vento
    e nemmeno io so il perché…
    "Quante volte": solo parole che
    mai cesseranno d'esistere.


     
    17 November

    Io ti chiesi

    IO TI CHIESI

    Io ti chiesi perché i tuoi occhi
    si soffermano nei miei

    come una casta stella del cielo
    in un oscuro flutto.

    Mi hai guardato a lungo
    come si saggia un bimbo con lo sguardo,
    mi hai detto poi, con gentilezza:
    ti voglio bene, perché sei tanto triste.

    Hermann Hesse



    05 November

    SE.....

     

    Se

    Se puoi non perdere la testa quando tutti attorno a te
    L' hanno perduta e te ne incolpano,
    Se puoi ancora credere in te stesso, quando più nessuno crede in te,
    E tuttavia ti chiedi se non abbiano ragione gli altri e torto tu.
    Se puoi attendere con calma ciò che ti spetta
    o se, perseguitato, non pagare
    odio con odio, offesa con vendetta,
    senza per questo abbandonarti al gusto di stimarti santo tra i santi, e tra i giusti il giusto.

    Se puoi sognare, e tuttavia non perderti nelle reti del sogno,
    Se puoi pensare senza tutto concedere al pensiero;
    Se puoi fissare in volto trionfo e disonore,
    E senza per questo spalancare il cuore a nessuno dei due.
    Se senza batter ciglio puoi il tuo vero vedere fatto menzogna sulle labbra dell'insincero,
    E di colpo crollare quanto hai caro per tosto ricomporlo con amaro coraggio.
    Se in un solo colpo puoi rischiare tutto quanto hai avuto dalla vita e perderlo,
    E poi ricominciare senza pentirti della tua partita;

    Se potrai richiamare il tuo coraggio quando da un pezzo lo avrai dilapidato
    E stare saldo quando sai che tu altro non puoi più fare,
    Se non dirti "Su!".

    Se puoi toccare il fango senza insozzarti
    E dar la mano ai re senza esaltarti.
    Se amico o nemico male potrà mai farti.
    Se tutti gli uomini avrai cari ugualmente, ma più degli altri nessuno.
    Se nel balzo saprai d'un solo istante
    superare l'istante che non perdona,
    Tua è allora la Terra, e tutto ciò che dona,
    Allora sarai uomo, figlio mio.

    Rudyard Kipling